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domenica, 20 aprile 2008
like a prayer
1 - Prendi il libro a te più vicino in questo momento, non necessariamente quello che stai leggendo;
2 - Aprilo a pagina 23;
3 - Trova la prima frase interessante;
4 - Riporta il testo sul tuo blog (con le istruzioni);
Jules fu tenuto al corrente da Gertrude e da Jim. Li vedeva quanto prima, ma separatamente. Con ognuno dei due parlava dell'altro, e godeva, a modo suo, del loro piacere.
lunedì, 14 aprile 2008
adesso basta. me ne vado.
in camera mia. avrei mille progetti da finire, ma la testa è da un'altra parte. la radio accesa, patti smith canta people have the power.
ho visto i risultati delle elezioni. a parte che sono in un momento di assoluta confusione, incertezza condita da incapacità di realizzarte che si, è ancora lui, e per altri 5 anni, ecco a parte questo c'è una cosa che mi chiedo.
berlusconi è salito al governo per ignoranza di coloro che lo votano o per un contagio generale della mitica furberia berlusconiana? perchè tutto sommato, preferirei vivere in un paese fatto per più di metà da caproni senza cultura, che da ladri.
ma perchè. io ci speravo, tanto.
domenica, 16 marzo 2008
who needs sleep when we've got love.
jack johnson. nuovo cd. nuova domenica mattina. nuova primavera che arriva. ma diverse canzoni. e niente più nuova zelanda a fare capolino tra le note. ci vuole un altro viaggio. odio quando la musica non evoca niente, quando canti una canzone e ti dice talmente poco che riesci a cantarla ad occhi aperti.
lunedì, 03 marzo 2008
life is a flower
il sole ritorna, e così anche la mia io scoppiettante che si era rintanata per tutto l'inverno.
solo pochi giorni fa ho fatto caso ad una cosa.. tu che sei nata dove c'è sempre il sole [...] e quel sole ce l'hai dentro al cuor, sole di primavera.
fiore di maggio sono io.
giovedì, 14 febbraio 2008
thursday, I don't care about you.
non so cosa sia successo. dopo di te sembrano, sono, tutti così insulsi. non so se sei stato tu, a ridurmi così. non voglio pensarlo, ti darei troppa importanza. ma mi fa venire i nervi. non riesco più ad avere un rapporto normale con un ragazzo. mi sembrate tutti così privi di spina dorsale, di spirito d'avventura, di impulsività, di iniziativa. vuoti, di quelli che van bene solo per farsi una birra con gli amici e un pò di "tric trac" ogni tanto. e anche quello poi, risulterebbe vuoto. non ho più voglia di occuparmi di poppanti indifesi che si attaccano alle mie gonne perchè mammà non è più disposta a prendersi cura di loro. non ho mai avuto l'aspirazione di far la baby sitter. voglio una persona che viva con me, non per me, non perchè senza di me non riuscirebbe ad andare avanti. il genere machile mi è diventato insopportabile. speriamo passi.
mia mamma dice che sono troppo selettiva. ma non sono la persona che decide di amare perchè se no si sentirebbe sola. io voglio condividere, perchè è più bello, semplicemente. voglio stimare chi ho di fianco, non considerarlo solo un povero pirla manovrabile a mia scelta. lo troverei triste, e abbastanza egoista da parte mia.
voglio innamorarmi. ho stanze intere piene di amore da dare, e una voglia matta di riceverne. ma amore sano, non inquinato da tattiche o giochetti, fuori o dentro le lenzuola. ma sembra che nessuno la pensi come me.
lunedì, 14 gennaio 2008
just a little bit of love.
la scortesia regna sovrana. e purtroppo spesso ci si rende conto solo dopo di quanto sia gratuita ed inutile. forse è per questo che ultimamente mi stupisco nel trovare persone gentili, di quelle che se ti parlano lo fanno davvero, di quelle che usano la gentilezza come supporto nell'osare.
zermatt in questo senso viaggia controcorrente, come la gente che per un motivo o per l'altro ci capita. sembra un paese fuori dal mondo, dove i rapporti umani sono ancora genuini, non viziati. sarà l'aria di montagna a fare la differenza, sarà lo smog che ci rende così acidi?
o forse è quest'immagine di successo associata al trasformarsi in perfidi squali che ci ha fregato. a cosa serve? a volte ho come la sensazione che milano sia così grigia in quanto specchio dei suoi abitanti.
e quindi si scappa a zermatt, si prende fiato, si vede gente non schizzata da frenetici ritmi lavorativi, e si guarda tutto questo con la stessa aria di curiosità mista ad innocenza ed ingenuità con cui osservavamo gli animali allo zoo. [ma come, esite davvero. ed è qui, vicino a me.]
il bello è che quell'atmosfera investe tutti.
e mi fa ricredere sul prototipo medio di maschio tra i 20 e i 25 anni che si avvicina e ti offre da bere. si parla, senza che l'ombra del solito secondo fine inquini la conversazione. senza braccia a mò di polipone da cui difendersi, senza che quel drink diventi una specie di debito da saldare, chi legge intenda.
mi fa ricredere sull'idea che avevo del 16enne medio milanese, di quelli che ti guardano "dall'alto dei loro 16 anni", anche se te ne hai quasi 4 in più. e invece. e non si può fare a meno di sorridere quando uno dei suddetti 16enni arriva, la notte di capodanno, mi guarda negli occhi e dice: ma come si fa a lasciare una ragazza così bella da sola, menre tutti gli altri ballano.
ora. è questo il mio problema. che abituata alla scortesia, appena sento una frase del genere, pronunciata da un rappresentante del sesso machile, udite udite, mi sciolgo. la frase è stata lasciata lì, in sospeso, senza giungere a nessuna conclusione, ma mi è rimasta nella testa, da un paio di settimane. e allora mi son chiesta: ma perchè? perchè uno che mi incanta con una frase del genere deve aver tre anni in meno, e non tre in più? non possiamo fare dei corsi di aggiornamento agli over 20 per fargli capire come ci si comporta con le ragazze? possibile che sia il fratellino più piccolo a dover spiegare a quello grande come si fa?
ecco. parliamone ora del bell'esemplare di over 20 capitatomi tra le mani, sempre il solito, non temete. ieri sera: son fuori a cena, ma se finisco presto ti chiamo per un bicchiere di vino.
sparito. e adesso mi son davvero rotta le balle, perchè almeno fino ad ora era stato gentile ed educato, ma se comincia con questi trucchetti micade proprio in basso.
un esempio di come, a volte, la scortesia venga usata per difendersi dalla propria mancanza di attributi.
mercoledì, 12 dicembre 2007
disintegration
una serata come mille in cui stravolta da due giorni da delirio mi vien da scrivere sul blog. fa tanto 15 anni, quando una canzone melanconica di sottofondo bastava a riempire pagine e pagine, post che si sovrapponevano ripetendo ed analizzando fino alla nausea il più piccolo particolare di giornate da guardare al microscopio, ancora e ancora.
e ora è meglio lasciar perdere, guardare più da lontano possibile per non impazzire.
ho imparato a fregarmene, forse anche troppo spesso. e ho il vizio di credere che gli altri l'abbiano fatto con me.
p non scompare. cioè, lui è sparito ormai da tempo, è la sua immagine, il suo fastidioso ricordo che non scompare. bussa nei momenti meno opportuni, durante le lezioni, mentre dovrei concentrarmi su tutt'altro eccolo, che mi abbraccia, che ride, che mi riaccompagna a casa, eccolo in macchina sotto il portone, seduto ad un tavolino del bar bianco, in cucina da f, nei discorsi di f, in continuazione. pensa, e ripensa, e ripensa. sapore di quindici anni.
immagini di occasioni perse, sprecate, buttate, forse più nella mia testa che nella realtà.
e se non fossero mai esistite, quelle occasioni.
è che
tu
sei
perfetto
per me.
giovedì, 06 dicembre 2007
just a girl in her summer clothes.
era l'unico modo che avevo per sentirti subito, senza dover uscire a fare una ricarica e poi chiamarti. mi sarebbe passata l'ispirazione, avrei dimenticato di dirti molte cose.
e invece.
volevo ringraziarti per ieri, e scusarmi per essere stata come sono stata. cattiva non credo, un pò stronza. un pò tanto forse. è che capiti in un periodo particolare, in cui dopo una grandissima delusione non sono pronta a levarmi di nuovo la mia armatura e scoprirmi, senza difese, a qualcun'altro. mi fa piacere stare con te, davvero, ma ho come paura che tu possa avvicinarti troppo. e non è una paura razionale, è una cosa che viene istintiva, perchè se fosse razionale eviterei di uscire con te, e invece non rifiuto mai, perchè ne ho voglia, ma poi non so, ogni volta che magari ho l'impressione di essere un pò più in sintonia con te, ecco che alzo la guardia, ti rispondo male, ti secco con una pessima battuta, per farti come allontanare in fretta, per scacciarti.
ora.
fai come vuoi. se non ti andrà più di uscire posso capirlo, altrimenti ben venga.
le cose stanno così, a me dispiace perchè se provo a mettermi nei tuoi panni mi guardo da fuori e mi trovo insopportabile, passerà anche questa, lo so, ma non voglio che tu sia la distrazione su cui accanirsi, dovrei farlo su colui che se lo meriterebbe.
se vorrò accanirmi su qualcuno ne cercherò uno meno simpatico, e un pò più scemo.
baci.
[a giugno bruce a san siro. evvai]
venerdì, 16 novembre 2007
addicted to love..
..just one person at a time.
non riesco a cacciarti dalla mia testa. sei sempre lì, in mezzo alle foto della barca, ti vedo sul mio letto a ridere, ti vedo per strada anche se non è vero, ma ci sei, ci sei sempre, p, e come faccio.
lo so, come fare. forse è che non voglio, testarda come sono.
e ora venezia parigi londra in poco più di 2 settimane.
chissà che non riesca a trarne qualche benefico effetto.
[dai, p, torna. lo so che alla fine un piccolo segno l'ho lasciato.]
lunedì, 12 novembre 2007
seven days in a sunny june
mi rendo conto di esser messa ancora peggio di quel che pensavo accorgendomi che materiali per il design mi sta distraendo con modesto successo dalle mie crisi amoroso-esistenziali.
e ora con jamiro in pausa. lui fa giorni di giugno anche quando alle 5 è già buio pesto.
la mia cuginona mi ospita a parigi, con il suo nuovo fidanzato. 4 giorni in una nuova città da girare a piedi. profumo di viaggio, di fuga da milano. stacco, ci voleva.
chissà se è davvero magica come si racconta.
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