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domenica, 25 ottobre 2009
on every street.
svettare in cima ad un grattacielo, guardare la città che si svuota alle 3 del mattino, dopo un sabato sera come tanti, forse un pò più freddo all'inizio dell'inverno. feels a lot like lisboa. contemplazione di un cielo senza stelle, ma che permette di spaziare, di lasciare i problemi a 16 piani di distanza, di respirare e godersi un momento di astrazione in un angolo di limbo tra il mondo reale e le nuvole. milano di notte, milano dall'alto, il duomo illuminato che svetta orgoglioso facendo svanire i grattacieli moderni sullo sfondo.
avere vent'anni, sentirsi padroni, gridare, farsi travolgere dal proprio entusiasmo seduti su un tetto.
sentire il cuore riempirsi, scaldarsi. perchè certe cose mi scaldano il cuore, una vista così lo fa. godermi ogni centimetro di quel panorama in silenzio. pensare a come sono vuote in confronto le serate di tanti miei coetanei, rinchiusi in discoteche poco areate. e io qui, a riempirmi i polmoni, a riempirmi di vita.
milano non è male come sembra, milano conserva la sua parte migliore per chi la conosce bene, per chi dimostra di volerle bene.
milano ti amo e ti odio.
ho ancora bisogno di scenari alla 'muccino', lo ammetto.
domenica, 21 giugno 2009
can you kiss me first.
l'ennesima prova della mia illusione. l'illusione di essere l'eccezione, come dicevano in "la verità è che non gli piaci abbastanza". e invece sono tutto tranne che un'eccezione, perchè lui una ragazza che ama, e che ricambia il suo amore da anni, già ce l'ha. e io mi crogiolo nella severità dei miei giudizi contro me stessa, pensando alle frasi che non ho detto, insistendo nel picchiare attraverso la razionalità un cuoricino già caduto per terra.
io mi annullo, per paura che tu possa scappare, e invece forse è proprio questa la causa del tuo interesse ballerino nei miei confronti. ripenso a situazioni in cui ti saresti meritato di essere trattato più duramente, ma poi mi convinco che il ruolo dell'"amante" sia proprio questo, fare l'altra, quella che non da problemi, che porta allegria e serenità, e lascio perdere. io mi odio perchè con te non riesco ad essere me stessa fino in fondo, un pò per paura di travolgerti troppo con il mio modo di fare, con la mia energia, e vederti scappare come tutti gli altri prima di te, e un pò per paura che farebbe troppo male buttarsi con te, per poi vederti tornare da lei come se niente fosse.
[dire straits, on every street - l'ultimo pezzo strumentale è meraviglioso, dal 3 minuto in poi, ogni volta che lo sento ho il riflesso spontaneo di alzare il volume, aprire le finestre, chiudere gli occhi, allargare le braccia e girare, girare, girare, ballare, finchè mi si svuota la testa.]
e non ti sopporto. perchè vedo tutti i tuoi difetti ma li trovo trascurabili. perchè non sei per niente passionale nei rapporti interpersonali, e io vivo a mille all'ora alla ricerca di emozioni e ricordi mozzafiato. perchè sei calmo e preciso e io sono un fiume in piena travestita per te da persona calma e precisa. perchè non mi dici mai quello che vuoi, e quindi va a finire che il primo passo lo faccio quasi sempre io. perchè sono 2 mesi che mi faccio tirare scema da te, e mi prenderei a schiaffi per questo. perchè di solito sono troppo orgogliosa e arrogante per farmi annullare da un ragazzo. perchè sto adottando dei comportamenti che disprezzo, visti dall'esterno. e soprattutto non ti sopporto perchè ti permetto di plasmarmi. e di farmi credere di essere l'eccezione.
è proprio impossibile?
era da tanto che non trovavo qualcuno così. che sapesse spronarmi a dare del mio meglio anche quando il morale è a terra, che sapesse farmi ridere ma sostenere una conversazione seria quando ce n'era bisogno.
dalla moleskine, inizio giugno [pensieri, e poi. perchè non posso lasciarmi andare con uno simpatico, serio e intelligente ma anche capace di prendere le cose con leggerezza, curioso, entusiasta della vita e ottimista verso il futuro, sportivo, interessante, che coltiva interessi simili ai miei ma riesce sempre a farmi cambiare punto di vista, pure figo che non fa mai male, e con due spalle così? perchè non è libero. e lo so che prima o poi farò un passo falso. non farti prendere, no, no, no, no, no, no. ecco.]
e mi manchi se non ti vedo per 2 giorni, e ci sei in ogni discorso.
male.
giovedì, 07 maggio 2009
smile.
è da tanto, troppo che non scrivo qui sopra. nel frattempo il blog è stato sostituito dalla moleskine, sempre disponibile anche senza internet, che raccoglie pensieri, schizzi, pezzi concreti di vita. non viene commentata da nessuno, ma va bene così. e poi ultimamente è diventata così cool. bah.
nel frattempo ho iniziato ad andare all'università. politecnico bovisa, design industriale. e lì, se non c'hai la moleskine e i pantaloni a mò di pellicola per alimenti chittisiguarda più. è un amore odio, con il poli. così come con milano in generale, che mi trovo sempre a difendere persino davanti all'evidenza dei suoi difetti, nonostante mi renda conto che è ben lontana dall'essere una città bella e vivibile. milano quando ci sono voglio scappare, milano quando sono lontana voglio tornare. niente di più vero. io penso che la bellezza di milano non sia visibile a tutti. milano le cose belle le riserva solo a chi la conosce davvero, a chi ci gira da anni in bicicletta. ma questo è un altro discorso.
nel frattempo ho sofferto e fatto soffrire per amore. ho pianto, riso, urlato di rabbia e di gioia, a volte mi sono sentita estremamente sola, aaltre piena di persone meravigliose intorno. sono diventata istruttrice di vela, ho raggiunto tutti, e non uno o due, ma tutti (!) gli obiettivi che mi ero prefissata, con soddisfazioni enormi. e sono partita per lisbona, erasmus, un anno, nonostante ciò mi farà laureare 6 mesi in ritardo.
lisbona, che mi ha insegnato a vivere più lentamente, ad assaporare ogni momento, a dare più importanza a me stessa senza mettere i miei impegni prima del mio benessere. lisbona in cui vivo rilassata, finalmente, in cui in 20 minuti sono in spiaggia, lisbona dove l'estate arriva a marzo. e mi ricordava tanto la nuova zelanda. da qui la voglia di rileggere come descrivevo quello che mi stava succedendo laggiù, e il riavvicinamento improvviso al blog. è incredibile come certe esperienze si somiglino, rimango sempre più stupita da quanto allontanarsi dalla propria routine, nel mio caso milanese, riesca a farti capire così tante cose di te. ho incontrato un sacco di persone, la maggior parte molto diverse da me, che mi hanno aiutata a capirmi, che mi hanno giudicata in modo critico ma obiettivo, giusto. mi sento cresciuta. la forza dell'entusiasmo, quella pressione sul petto che arriva dall'interno,dal cuore che non riesce a contenere così tante emosioni, dai polmoni che non ce la fanno a trattenere tutta l'aria di lisbona che vorrei portarmi a casa, è tornata. sono di nuovo la persona solare, piena di energie che ero prima. prima dello stress universitario, davvero pesante, prima delle delusioni, prima della monotonia di milano. back to the root. mi sento rinata, con una nuova cconsapevolezza. mi sono resa conto di quanto io a milano riesca a trasformarmi. io me ne devo andare, prima che mi intrappoli. devo.
ho il terrore di ripiombare in quel mondo e dimenticarmi quello che c'è fuori. ho il terrore di impigrirmi, e di perdere la voglia e lo stimolo di uscire da quella città, che per quanto bella, ti cattura, ti inscatola. è questa la cosa che odio di milano. ti imprigiona, t mette il paraocchi, mi accorgo di quanto non mi piaccia viverci solo quando ho la possibilità di stare lontana, di guardare la mia vita dall'esterno, come si guarda un quadro, cercando di capire cos'è quel qualcosa che non ci piace. saranno i colori? la pennellata? la forma della tela? non lo so. ma qualcosa che non va c'è.
intanto mi godo il sole fuori, la spiaggia, la simpatia di un popolo che vive per strada, che riempie le proprie città a qualsiasi ora del giorno e della notte, la bellezza di una capitale europea dove la gente sa ancora prendersi il proprio tempo, senza correre. mi godo il rumore del cuore che batte forte, i sorrisi spontanei quando canticchio per la strada, la voglia di farmi vedere così piena di luce, di voglia di gridare la mia felicità. mi godo i miei cieli azzurri, anche quando piove. mi godo quella forza che mi preme sullo sterno, perchè quella forza.. quella forza è la vita.
domenica, 20 aprile 2008
like a prayer
1 - Prendi il libro a te più vicino in questo momento, non necessariamente quello che stai leggendo;
2 - Aprilo a pagina 23;
3 - Trova la prima frase interessante;
4 - Riporta il testo sul tuo blog (con le istruzioni);
Jules fu tenuto al corrente da Gertrude e da Jim. Li vedeva quanto prima, ma separatamente. Con ognuno dei due parlava dell'altro, e godeva, a modo suo, del loro piacere.
lunedì, 14 aprile 2008
adesso basta. me ne vado.
in camera mia. avrei mille progetti da finire, ma la testa è da un'altra parte. la radio accesa, patti smith canta people have the power.
ho visto i risultati delle elezioni. a parte che sono in un momento di assoluta confusione, incertezza condita da incapacità di realizzarte che si, è ancora lui, e per altri 5 anni, ecco a parte questo c'è una cosa che mi chiedo.
berlusconi è salito al governo per ignoranza di coloro che lo votano o per un contagio generale della mitica furberia berlusconiana? perchè tutto sommato, preferirei vivere in un paese fatto per più di metà da caproni senza cultura, che da ladri.
ma perchè. io ci speravo, tanto.
domenica, 16 marzo 2008
who needs sleep when we've got love.
jack johnson. nuovo cd. nuova domenica mattina. nuova primavera che arriva. ma diverse canzoni. e niente più nuova zelanda a fare capolino tra le note. ci vuole un altro viaggio. odio quando la musica non evoca niente, quando canti una canzone e ti dice talmente poco che riesci a cantarla ad occhi aperti.
lunedì, 03 marzo 2008
life is a flower
il sole ritorna, e così anche la mia io scoppiettante che si era rintanata per tutto l'inverno.
solo pochi giorni fa ho fatto caso ad una cosa.. tu che sei nata dove c'è sempre il sole [...] e quel sole ce l'hai dentro al cuor, sole di primavera.
fiore di maggio sono io.
giovedì, 14 febbraio 2008
thursday, I don't care about you.
non so cosa sia successo. dopo di te sembrano, sono, tutti così insulsi. non so se sei stato tu, a ridurmi così. non voglio pensarlo, ti darei troppa importanza. ma mi fa venire i nervi. non riesco più ad avere un rapporto normale con un ragazzo. mi sembrate tutti così privi di spina dorsale, di spirito d'avventura, di impulsività, di iniziativa. vuoti, di quelli che van bene solo per farsi una birra con gli amici e un pò di "tric trac" ogni tanto. e anche quello poi, risulterebbe vuoto. non ho più voglia di occuparmi di poppanti indifesi che si attaccano alle mie gonne perchè mammà non è più disposta a prendersi cura di loro. non ho mai avuto l'aspirazione di far la baby sitter. voglio una persona che viva con me, non per me, non perchè senza di me non riuscirebbe ad andare avanti. il genere machile mi è diventato insopportabile. speriamo passi.
mia mamma dice che sono troppo selettiva. ma non sono la persona che decide di amare perchè se no si sentirebbe sola. io voglio condividere, perchè è più bello, semplicemente. voglio stimare chi ho di fianco, non considerarlo solo un povero pirla manovrabile a mia scelta. lo troverei triste, e abbastanza egoista da parte mia.
voglio innamorarmi. ho stanze intere piene di amore da dare, e una voglia matta di riceverne. ma amore sano, non inquinato da tattiche o giochetti, fuori o dentro le lenzuola. ma sembra che nessuno la pensi come me.
lunedì, 14 gennaio 2008
just a little bit of love.
la scortesia regna sovrana. e purtroppo spesso ci si rende conto solo dopo di quanto sia gratuita ed inutile. forse è per questo che ultimamente mi stupisco nel trovare persone gentili, di quelle che se ti parlano lo fanno davvero, di quelle che usano la gentilezza come supporto nell'osare.
zermatt in questo senso viaggia controcorrente, come la gente che per un motivo o per l'altro ci capita. sembra un paese fuori dal mondo, dove i rapporti umani sono ancora genuini, non viziati. sarà l'aria di montagna a fare la differenza, sarà lo smog che ci rende così acidi?
o forse è quest'immagine di successo associata al trasformarsi in perfidi squali che ci ha fregato. a cosa serve? a volte ho come la sensazione che milano sia così grigia in quanto specchio dei suoi abitanti.
e quindi si scappa a zermatt, si prende fiato, si vede gente non schizzata da frenetici ritmi lavorativi, e si guarda tutto questo con la stessa aria di curiosità mista ad innocenza ed ingenuità con cui osservavamo gli animali allo zoo. [ma come, esite davvero. ed è qui, vicino a me.]
il bello è che quell'atmosfera investe tutti.
e mi fa ricredere sul prototipo medio di maschio tra i 20 e i 25 anni che si avvicina e ti offre da bere. si parla, senza che l'ombra del solito secondo fine inquini la conversazione. senza braccia a mò di polipone da cui difendersi, senza che quel drink diventi una specie di debito da saldare, chi legge intenda.
mi fa ricredere sull'idea che avevo del 16enne medio milanese, di quelli che ti guardano "dall'alto dei loro 16 anni", anche se te ne hai quasi 4 in più. e invece. e non si può fare a meno di sorridere quando uno dei suddetti 16enni arriva, la notte di capodanno, mi guarda negli occhi e dice: ma come si fa a lasciare una ragazza così bella da sola, menre tutti gli altri ballano.
ora. è questo il mio problema. che abituata alla scortesia, appena sento una frase del genere, pronunciata da un rappresentante del sesso machile, udite udite, mi sciolgo. la frase è stata lasciata lì, in sospeso, senza giungere a nessuna conclusione, ma mi è rimasta nella testa, da un paio di settimane. e allora mi son chiesta: ma perchè? perchè uno che mi incanta con una frase del genere deve aver tre anni in meno, e non tre in più? non possiamo fare dei corsi di aggiornamento agli over 20 per fargli capire come ci si comporta con le ragazze? possibile che sia il fratellino più piccolo a dover spiegare a quello grande come si fa?
ecco. parliamone ora del bell'esemplare di over 20 capitatomi tra le mani, sempre il solito, non temete. ieri sera: son fuori a cena, ma se finisco presto ti chiamo per un bicchiere di vino.
sparito. e adesso mi son davvero rotta le balle, perchè almeno fino ad ora era stato gentile ed educato, ma se comincia con questi trucchetti micade proprio in basso.
un esempio di come, a volte, la scortesia venga usata per difendersi dalla propria mancanza di attributi.
mercoledì, 12 dicembre 2007
disintegration
una serata come mille in cui stravolta da due giorni da delirio mi vien da scrivere sul blog. fa tanto 15 anni, quando una canzone melanconica di sottofondo bastava a riempire pagine e pagine, post che si sovrapponevano ripetendo ed analizzando fino alla nausea il più piccolo particolare di giornate da guardare al microscopio, ancora e ancora.
e ora è meglio lasciar perdere, guardare più da lontano possibile per non impazzire.
ho imparato a fregarmene, forse anche troppo spesso. e ho il vizio di credere che gli altri l'abbiano fatto con me.
p non scompare. cioè, lui è sparito ormai da tempo, è la sua immagine, il suo fastidioso ricordo che non scompare. bussa nei momenti meno opportuni, durante le lezioni, mentre dovrei concentrarmi su tutt'altro eccolo, che mi abbraccia, che ride, che mi riaccompagna a casa, eccolo in macchina sotto il portone, seduto ad un tavolino del bar bianco, in cucina da f, nei discorsi di f, in continuazione. pensa, e ripensa, e ripensa. sapore di quindici anni.
immagini di occasioni perse, sprecate, buttate, forse più nella mia testa che nella realtà.
e se non fossero mai esistite, quelle occasioni.
è che
tu
sei
perfetto
per me.
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